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Calcio

C5 FEMMINILE, A.S.D. Aiace a Salsomaggiore per le finali nazionali Under 19

La società sportiva cagliaritana Aiace, dopo 12 anni dalla prima volta quando parteciparono alla prima edizione della Final Four per l’assegnazione dello scudetto giovanissimi nel calcio a 5, nelle Marche a Pesaro, di nuovo ad una finale nazionale per uno scudetto nel calcio a 5, stavolta in Emilia Romagna e nel settore giovanile femminile.
Dalla Parrocchia Madonna della Strada di Cagliari a Salsomaggiore per l’evento riservato alle migliori 8 d’Italia, che mette in palio lo Scudetto Under 19. Per quanto innamorato del suo Aiace Telamonio, difficilmente Nicola Murgia avrebbe potuto immaginare un percorso così bello, in così poco tempo.
“Non nascondo che mi è scappata anche qualche lacrimuccia, ma – racconta uno dei tre tecnici del club sardo – sembra davvero tutto incredibile per una squadra che è stata allestita due anni fa, partendo da zero. Tante delle ragazze non avevano mai toccato un pallone e poi bisogna considerare l’età: la nostra è un’Under 17, più che un’Under 19. Questo da una parte potrebbe penalizzarci, dall’altra – però – ci assicura uno splendido futuro, se riusciremo a tenere il gruppo unito”.
Le difficoltà non mancano, ma si superano con l’impegno quotidiano di poche e valide persone: oltre a Murgia, ci sono Vincenzo Girau (presidente e mister), Maurizio Pecorario (mister e responsabile della scuola calcio), Federico Vargiu (vice-tecnico e dirigente), Bruno Nioi (dirigente) e Lucia Sitzia, anche lei dirigente e mamma di una delle tesserate più piccole. Grazie a loro, l’Aiace Telamonio conta ora oltre 50 iscritti, compresa una sezione femminile variegata che va dalla classe ’99 fino alla 2010.
“Alle differenze di età, bisogna aggiungere la difficoltà di trovare un campo (ci alleniamo da 12 anni a Cagliari, perché dove abbiamo sede – ad Assemini – non c’è un campo regolare, tanto meno al chiuso) e il fatto che – a causa della distanza o per impegni vari – sono pochi i giorni in cui riescono a giocare tutte insieme e, quando accade, ci sono ragazze che vengono da lontano e rientrano a mezzanotte, con la sveglia puntata presto per andare a scuola la mattina successiva. Quando ci si assenta per motivi di studio, poi vogliamo le prove: un 7 o un 8 in pagella vanno benissimo – sorride -. Io a volte chiudo un occhio, ma il presidente, Vincenzo Girau, tiene tantissimo al profitto delle nostre ragazze”.
I valori, prima di tutto. È questo lo spirito con cui l’Aiace cresce le sue atlete. “Più che aver vinto il girone, ci inorgoglisce non aver preso neanche un cartellino giallo. La disciplina, la correttezza e l’educazione sono fondamentale per noi, in campo e fuori dal campo, allo stesso modo e porteremo questo modo di essere anche a Salsomaggiore”.
Quindi prima esperienza per l’Aiace, a livello femminile, e tante emozioni da chiudere in valigia.
“Forse non tutte si sono ben rese conto di quel che sta accadendo, ma per noi è qualcosa di unico. Dopo mesi di sacrificio, abbiamo realizzato un piccolo sogno e lo abbiamo fatto con persone speciali”.

19 Luglio 2022

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