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Due giorni di manifestazione a Loculi. Il “gigante del Cedrino” è all’ottava edizione e richiama visitatori anche da fuori Sardegna.

“Il Gigante del Cedrino” è una manifestazione nata a Loculi su iniziativa dell’Amministrazione Comunale, con l’intento di celebrare le radici agro-pastorali del territorio e valorizzarne le eccellenze produttive, culturali e ambientali. Giunta all’ottava edizione, l’iniziativa è divenuta un appuntamento simbolico per tutta la Valle del Cedrino, capace di unire comunità, imprese e istituzioni in un progetto condiviso di promozione territoriale.
Elemento centrale dell’evento è la realizzazione del formaggio più grande del mondo: un’impresa collettiva che ha dato notorietà a Loculi ben oltre i confini regionali, mettendo in luce il lavoro silenzioso e prezioso di allevatori, casari e artigiani locali. Attorno a questo simbolo ruota un ricco programma di degustazioni, laboratori del gusto, musica popolare, dibattiti, mostre e attività esperienziali pensate per tutte le fasce d’età.
Il Gigante del Cedrino non è solo una festa, ma un’azione concreta per il rilancio delle aree interne. È l’occasione per raccontare un territorio autentico e generoso, in cui tradizione e innovazione convivono armoniosamente. Una manifestazione in continua crescita, che rafforza il senso di appartenenza, l’identità collettiva e la consapevolezza del valore delle proprie radici.
Il formaggio gigante del Cedrino è il simbolo per eccellenza della manifestazione. Si tratta di una forma di pecorino prodotta con latte ovino conferito dagli allevatori locali e trasformato dal Caseificio La Rinascita di Onifai, in stretta collaborazione con l’intera filiera agro-pastorale del territorio. Ogni edizione mira a superare la precedente, sia in termini di dimensioni che di valore simbolico, come gesto comunitario, di orgoglio produttivo e promozione delle eccellenze locali.
Nel maggio 2019, il Gigante del Cedrino ha attirato l’attenzione internazionale grazie a una forma di pecorino da 598,5 kg, con un diametro di 165 cm e un’altezza di 60 cm, ottenuta da circa 4.500 litri di latte ovino. Questo straordinario risultato ha permesso a Loculi di entrare nel Guinness World Records per il pecorino più grande del mondo, un primato tuttora imbattuto.
Il formaggio gigante non è solo un’opera tecnica e artigianale, ma anche un forte simbolo identitario. Rappresenta la forza collettiva del territorio, l’orgoglio della vocazione pastorale e la capacità di fare rete. Il taglio e la degustazione pubblica della forma rappresentano ogni anno il culmine della festa: un rito corale che unisce generazioni, comunità e visitatori in un’esperienza autentica e irripetibile.
La forma record del 2019 è stata certificata da Lorenzo Veltri, giudice ufficiale del Guinness World Records, che ha confermato il titolo di “largest block of cheese – sheep’s milk”, superando il precedente primato stabilito nel 2010 ad Ascoli Piceno, con una forma da 534,7 kg, 158 cm di diametro e 29 cm di altezza.
Alla produzione della nuova forma partecipano ogni anno i pastori della Bassa Baronia, soci della Cooperativa La Rinascita, provenienti da Onifai, Loculi, Orosei, Irgoli e Galtellì. Per ottenere la gigantesca forma vengono impiegati tra 1.500 e 3.500 litri di latte ovino, 25 kg di sale, 700 ml di caglio e 200 g di fermenti lattici. Dopo la cagliata, la parte solida viene versata in uno stampo in legno realizzato appositamente, dove prende forma il nuovo pecorino, che verrà degustato l’anno successivo dopo la stagionatura presso il caseificio.
Circa cinquanta allevatori prendono parte attivamente alla trasformazione, affiancati dai maestri casari Pietro Deledda e Luigi Costa, utilizzando con maestria tra i 12 e i 15 tradizionali calderoni in rame (lapiolos) per la cottura del latte. Il risultato non è solo un record mondiale, ma una straordinaria espressione di cooperazione e valorizzazione del sapere agro-pastorale locale.
Il taglio della grande forma dell’anno precedente avviene nel pomeriggio di domenica 27 luglio, in un momento carico di significato che trasforma il formaggio in un’esperienza condivisa. La degustazione, così come la fase della cagliata del sabato, è accompagnata da spazi narrativi dove si illustrano al pubblico le fasi della lavorazione, l’alimentazione degli animali e la filiera produttiva. Il pubblico non è semplice spettatore, ma parte attiva di un’esperienza educativa e immersiva.
Alle fasi salienti partecipano allevatori, esperti del settore, rappresentanti delle amministrazioni locali e regionali, tutti coinvolti in un momento di partecipazione diretta e condivisa.
La Cooperativa “La Rinascita” è stata fondata il 26 ottobre 1960 da diciotto pastori di Onifai, animati dal desiderio di migliorare le condizioni economiche e sociali della categoria, promuovendo una filiera casearia cooperativa, solidale e identitaria. Lo stabilimento produttivo si trova lungo la Strada Provinciale 5, tra Onifai e Irgoli, nel cuore della Bassa Baronia.
Oggi la cooperativa conta circa 130 soci allevatori, distribuiti nei comuni di Onifai, Loculi, Galtellì, Orosei e Irgoli. Il latte ovino e caprino viene conferito quotidianamente entro due ore dalla mungitura, garantendo freschezza e qualità. Tutte le fasi della lavorazione rispettano le normative sanitarie (ASL, HACCP) e le certificazioni di qualità, tra cui la DOP per il Pecorino Romano. La produzione comprende una gamma di circa venti tipologie: formaggi stagionati e semistagionati a base di latte ovino, caprino o misto, oltre a caciotte, taleggi, ricotte, frue, formaggi freschi e spalmabili, inclusi prodotti senza lattosio e innovazioni come pecorini erborinati o aromatizzati al tartufo.
I tempi di stagionatura variano: da 2 mesi a 3 anni per i pecorini, da 1 a 12 mesi per i caprini. Viene impiegata una varietà di caglio (agnello, vitello, vegetale) selezionato in base al tipo di formaggio. Il latte viene remunerato 1,64 €/litro, per una produzione annua di circa 4 milioni di litri.
La Cooperativa La Rinascita rappresenta oggi un modello virtuoso di filiera corta, sostenibile e identitaria, che valorizza l’eccellenza agro-pastorale locale e promuove una cultura alimentare fondata su qualità, tradizione e innovazione.
Le aziende ovicaprine della Valle del Cedrino incarnano una delle espressioni più autentiche della tradizione pastorale sarda. Si tratta in gran parte di imprese familiari, tramandate di generazione in generazione, situate in aree collinari e pedemontane alle pendici del Montalbo, ideali per il pascolo estensivo.
Gli allevamenti, composti prevalentemente da pecore di razza sarda e capre autoctone, producono un latte di alta qualità destinato principalmente alla trasformazione cooperativa presso il Caseificio La Rinascita. La gestione degli animali avviene secondo metodi tradizionali integrati con pratiche moderne, con attenzione al benessere animale, alla selezione genetica e alla salubrità dei prodotti.
Pur di piccole o medie dimensioni, queste aziende rivestono un ruolo centrale per l’economia locale e la tutela del paesaggio. Molte integrano attività complementari come la vendita diretta, la coltivazione di foraggi e l’allevamento multifunzionale, partecipando anche a iniziative di valorizzazione territoriale, come eventi, percorsi di filiera corta e turismo rurale.
Oggi nella Valle del Cedrino insistono e operano circa 1500 aziende zootecniche ovicaprine, per un patrimonio complessivo che supera i 50.000 capi. Nel solo territorio di Loculi si contano oltre 200 aziende con circa 10.000 capi tra ovini e caprini.
Le due fasi esperienziali: la produzione e la degustazione del Gigante
La manifestazione prevede due momenti distinti, entrambi centrali e fortemente partecipativi, che scandiscono il fine settimana del “Gigante del Cedrino” e ne rappresentano l’anima laboratoriale e collettiva.
Sabato 26 luglio – La nuova forma prende vita
Nel pomeriggio di sabato, nella piazza del Comune di Loculi, si svolge la realizzazione pubblica della nuova forma del “Gigante del Cedrino”. In questa fase, allevatori, casari ed esperti del settore agro-pastorale mostrano dal vivo tutte le fasi della lavorazione: dalla mungitura al riscaldamento del latte, dalla cagliata fino al riempimento della grande forma in legno. Si tratta di un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, pensato per coinvolgere il pubblico, che assiste e interagisce con i protagonisti della filiera, accompagnato dalla narrazione viva e appassionata di un presentatore dedicato.
Il Coro di Nuoro e il Coro Omines Agrestes di Luladaranno voce alla tradizione corale sarda, affiancati dall’ensemble femminile Su Cuntezertu Antigu. 
Domenica 27 luglio – Il taglio e la degustazione della forma stagionata
Il giorno successivo, nel pomeriggio di domenica, nella stessa piazza del Comune, si tiene un secondo momento di grande impatto simbolico: il taglio della monumentale forma di formaggio prodotta nell’edizione precedente, giunta a completa stagionatura. Anche questa fase assume un carattere laboratoriale: il pubblico è invitato a osservare da vicino e a partecipare attivamente alla cerimonia del taglio e alla successiva degustazione, trasformando il semplice assaggio in un’esperienza educativa e collettiva.
Il contesto vedrà protagonisti i canti a tenore dei gruppi Santu Pretu di Loculi e S’Affuente di Ottana. L’atmosfera sarà arricchita dalle danze e dai costumi del Gruppo Folk Città di Dolianova, mentre le maschere tradizionali di Su Maimoni e Is Ingestusu di Tertenia e Is Cerbus di Sinnaianimeranno il centro storico con i loro suggestivi riti. 
Entrambi gli appuntamenti sono guidati da un presentatore che ricopre un ruolo fondamentale: accompagna gli spettatori nel percorso esperienziale, illustra le fasi tecniche della produzione e della stagionatura, stimola il dialogo con gli allevatori, i casari e i rappresentanti istituzionali presenti. Grazie alla sua capacità comunicativa, mantiene viva l’attenzione del pubblico, rendendolo partecipe e coinvolto.
Durante i tempi di attesa – come quelli necessari alla cagliata o alla preparazione per il taglio – il presentatore valorizza la presenza degli artisti ospiti, introducendo brevi esibizioni musicali dal vivo che arricchiscono e variano il ritmo della proposta, creando un contesto dinamico e profondamente immersivo.
I musicisti della tradizione popolare diventano così parte integrante dell’esperienza, dialogando in modo spontaneo e armonico con le attività della filiera agro-pastorale.
Un ricco programma artistico, che intreccia canti corali, ritmi folk, tradizione e musica contemporanea, accompagnerà le fasi della cagliata, offrendo al pubblico un’esperienza autentica, condivisa e coinvolgente.

SERGIO DEMURU

26 Luglio 2025

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